Spesso ci si allena duramente in campo pratica ma non si riesce a trasformare questo sforzo in un gioco proficuo in campo.
I motivi di questa difficoltà risiedono sempre nella modalità in cui ci si allena.

Siete davvero sicuri che durante le vostre sessioni di pratica* (*in slang golfistico significa allenamento) state sviluppando le vostre abilità?


Praticate sempre allo stesso modo, sia in vista di un torneo, che per affinare la tecnica? Se la risposta a quest’ultima domanda è sì, questo articolo fa al caso vostro.


Per prima cosa è necessario fare una distinzione, perchè esistono due macro categorie di pratica: esiste la “block practice” e la “random practice”.
Questi due modi di allenarsi sono profondamente diversi tra loro e devono essere usati per finalità differenti.


La block practice è il tipo di pratica più comune, quella che qualsiasi giocatore che ha appena preso un bastone in mano fa….senza neanche accorgersene…consiste nella ripetizione dello stesso colpo, con il medesimo bastone, verso sempre lo stesso target.


Questo tipo di pratica è utile per affinare la tecnica, per consolidare la memoria muscolare del gesto, per migliorare il ritmo e il timing dello swing, per consolidare un drill.

Con questo tipo di allenamento il giocatore è focalizzato solo sulla corretta esecuzione del gesto, la sfida mentale e la necessità di risolvere la situazione che gli si presenterà in campo è lontana anni luce da questo tipo di allenamento che invece è ottimo per consolidare lo swing e sviluppare un certo volo di palla.


La block practice è utile nel processo di apprendimento del gesto per sviluppare la tecnica del giocatore ma non è così utile durante la fase di preparazione di un torneo.
Quindi vi suggerisco di utilizzare questo tipo di allenamento quando siete alle prime armi, oppure state correggendo qualcosa nel vostro swing e quella correzione va consolidata, o per un 30% massimo del vostro allenamento.

Se invece vi state preparando a un torneo o a una partita con gli amici, dedicate il 70% del vostro allenamento alla random practice, in questo tipo di allenamento si varia in continuazione il colpo da fare così da allenare la capacità di produrre uno dopo l’altro colpi differenti.


Un esempio di random practice è il seguente: tiro un ferro 7 a un target, poi prendo il drive e gioco un colpo in direzione di un altro obiettivo e poi un sand di 20 mt in relazione a un altro target.
In questo modo state allenando la vostra capacità di adattamento. Questa abilità è ciò che differenzia un buon giocare da un giocatore da campo pratica.


La random practice è utilissima nell’allenamento pre torneo e durante i giorni di gara perchè focalizza l’attenzione del giocatore sul feeling e sull’abilità di giocare colpi diversi invece che sulla meccanica dello swing.


Entrambi i modi di allenarsi sono importanti, è fondamentale dividere proporzionalmente il tipo di pratica durante le sessioni di allenamento e riconoscere il momento della stagione nel quale prediligere più uno rispetto all’altro, solo così sarete in grado di portare il vostro miglior swing on the course!

Thks to Abu Dhabi driving range.

Tanti auguri giuliafranchinigolf!

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