(Articolo vietato ai minori di 25 anni: ai ragazzi e alle ragazze è vivamente consigliato giocare con il carrello a mano o con la sacca a spalla).

Ho testato per voi, quello che definisco la “Ferrari” dei carrelli elettrici, mi scuseranno a Maranello  per la licenza linguistica e per paragonare una rossa a un carrello elettrico ma il paragone ci sta tutto. ferrari.jpg

Partiamo da un concetto, i caddy sono quasi introvabili, certi campi hanno delle belle salite, non sempre si ha voglia di spingere o tirate la sacca, soprattutto dopo una giornata di lavoro, quindi perchè non affidare la fatica a Tecnokaddy e godersi un round in pieno relax?

Tecnokaddy propone carrelli elettrici da una decina d’anni, io per caso ne ho acquistato uno di seconda mano, nel 2006, il TK150 prima versione;  lo uso ancora oggi, questo non solo testimonia la solidità dei materiali con cui è costruito ma anche l’affidabilità delle componenti.

logo-tecnokaddyQuesti carrelli sono un prodotto artigianale, interamente Made in Italy, che i fratelli Bravetti, insieme al padre Silvano, progettano e realizzano in provincia di Macerata, forti dell’esperienza delle competizioni motoristiche, settore dal quale provengono. La differenza con altri carrelli elettrici si fa sentire, Tecnokaddy  (www.tecnokaddy.com) è un carrello facile da pulire, con componenti meccanicamente evolute, facile da “guidare”, soprattutto la versione con le gomme morbide che hanno un ottimo grip in tutte le condizioni del terreno, assorbono gli urti delle stradine in sasso e filano lisce sul fairway più rasato;  può montare sia una batteria normale che al litio,  può essere dotato del doppio freno idraulico che stacca automaticamente la spinta del motore una volta azionato.  C’è di più…i carrelli Tecnokaddy possono essere dotati di ruotino posteriore anti ribaltamento, fondamentale per le salite più ripide, di porta score, porta ombrello e  hanno tutti telai leggeri e resistenti,  facilmente ripiegabili.

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Nello specifico ho testato il TK150 Formula Lithium con doppio freno idraulico del quale il mio carrello è l’antenato.

Per prima cosa è stata migliorata l’impugnatura con gomma morbida che ne rende piacevole la guida, a differenza della mia versione il doppio freno a disco idraulico blocca sì la spinta del motore ma una volta rilasciato (è questa la novità) fa ripartire il carrello con la velocità selezionata prima della frenata. Il telaio del nuovo TK150 è molto più leggero rispetto al suo antenato, interamente in acciao inox 304, saldato al TIG ed elettrolucidato, dotato della protezione termica della scheda di controllo il TK150 Formula Lithium risulta sicuro e piacevole da usare.

Nei campi mossi il freno è una comodità irrinunciabile, rende più piacevole la guida non solo in discesa dove evita al giocatore di tirare il carrello indietro con il peso del corpo ma anche nelle soste perchè rende superflua la ricerca di una parte del terreno in piano dove fermarsi. Se siete desiderosi di provare una Tecnokaddy vi segnalo che al Golf Club Asiago (www.golfasiago.it) è possibile noleggiarli; una volta preso il ritmo con il vostro passo in campo, sarà difficile farne a meno!

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Tanti auguri giuliafranchinigolf!

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